Nel mondo della progettazione impiantistica esiste una tentazione ricorrente, tanto diffusa quanto rischiosa: affrontare ogni impianto come un progetto a sé stante.
L’impianto meccanico da una parte, quello elettrico dall’altra, il termoidraulico ancora più in là, ciascuno seguito da competenze diverse, con tempistiche proprie e, troppo spesso, senza un reale dialogo tra le figure coinvolte. È un approccio che può sembrare più semplice da gestire nell’immediato, ma che nel tempo si traduce quasi sempre in tempi più lunghi, costi più alti e prestazioni energetiche inferiori a quelle che l’edificio potrebbe realmente offrire.
La progettazione integrata
La progettazione integrata nasce proprio come risposta a questo limite. Non si tratta soltanto di far lavorare insieme più professionisti nello stesso momento, ma di costruire fin dalle fasi iniziali un progetto in cui gli impianti vengono pensati come parti di un unico sistema, capaci di dialogare tra loro e di completarsi a vicenda.
È un cambio di prospettiva che guida ogni intervento che seguiamo, perché è proprio in questa fase, quella in cui tutto è ancora sulla carta, che si gioca gran parte dell’efficienza futura di un edificio.
Un solo progetto fa risparmiare il tempo in cantiere
Il primo beneficio concreto di questo approccio riguarda il tempo. Quando gli impianti vengono progettati separatamente, le interferenze tra i diversi sistemi emergono spesso solo in cantiere, nel momento peggiore possibile per risolverle: un tracciato elettrico che si scontra con una canalizzazione, uno spazio tecnico sottodimensionato rispetto alle reali esigenze impiantistiche, una sequenza di lavorazioni che deve essere rivista in corsa.
Ogni interferenza di questo tipo comporta fermi, modifiche, rilavorazioni, e ogni rilavorazione si traduce in settimane, a volte mesi, che si aggiungono ai tempi previsti. Progettare in modo integrato significa individuare queste criticità a tavolino, prima che diventino un problema di cantiere, con un impatto diretto sulla capacità di rispettare le scadenze concordate con la committenza.
I costi aggiunti di modifica del progetto
Il secondo beneficio riguarda i costi, e qui il discorso si lega strettamente al primo. Le modifiche in corso d’opera non sono soltanto un problema di tempistiche: sono anche, quasi sempre, la voce di spesa più imprevedibile e più difficile da contenere in un cantiere.
Un intervento correttivo su un impianto già posato costa in genere molto di più della stessa scelta fatta in fase progettuale, sia in termini di materiali sia di manodopera. A questo si aggiunge un altro aspetto meno immediato ma altrettanto rilevante: una progettazione integrata permette di ottimizzare l’uso degli spazi tecnici e dei percorsi impiantistici, riducendo sprechi di materiale e semplificando le lavorazioni, con un beneficio economico che si misura fin dalla fase di costruzione.
Azzerare, o quasi, le inefficienze
Il terzo pilastro, quello forse più legato alla vita dell’edificio nel lungo periodo, riguarda l’energia. Un impianto pensato in modo isolato può funzionare correttamente se osservato singolarmente, ma continuare a generare inefficienze nel momento in cui interagisce con gli altri sistemi dell’edificio.
Un impianto di climatizzazione che non dialoga con la ventilazione, un sistema di produzione di calore che non tiene conto delle reali dispersioni termiche della struttura, un impianto elettrico che non è stato pensato in funzione dei reali carichi previsti dagli altri sistemi: sono tutte situazioni che, nel tempo, si traducono in consumi energetici superiori a quelli necessari.
La progettazione integrata, al contrario, permette di individuare fin da subito le sinergie possibili tra i diversi impianti, per esempio il recupero e il riutilizzo del calore generato da un processo per alimentarne un altro, con un impatto diretto e duraturo sull’efficienza energetica complessiva dell’edificio.
C’è infine un vantaggio meno immediato da percepire, ma altrettanto importante: un edificio progettato in modo integrato è anche più semplice da gestire e da mantenere nel tempo. Quando i diversi impianti sono stati pensati per lavorare in sinergia fin dall’origine, anche la manutenzione ordinaria e gli eventuali interventi di aggiornamento tecnologico risultano più lineari, perché si inseriscono in una logica progettuale coerente, e non in un insieme di sistemi scollegati tra loro.
È per questo che, in Sofia Engineering, consideriamo la progettazione integrata non come un’opzione tra le altre, ma come il punto di partenza di ogni intervento impiantistico che ci viene affidato. Perché un edificio ben progettato, fin dalle prime scelte, è un edificio che nel tempo costa meno, si costruisce più rapidamente e consuma meno energia: tre risultati diversi che nascono, in realtà, dalla stessa decisione iniziale.