Incentivi green: pompe di calore, colonnine e rinnovabili nel nuovo pacchetto per l’energia

riscaldamento a casa

La stima ENEA per la prossima stagione termica: gran parte del risparmio arriverebbe dalla regolazione degli impianti, una quota minore dalla riqualificazione degli edifici. Un equilibrio che dice molto su dove conviene intervenire.

Fino a 1,2 miliardi di metri cubi standard di gas risparmiati nel prossimo inverno tra abitazioni e uffici, l’equivalente del riscaldamento di circa un milione di case. È la stima pubblicata dall’ENEA l’11 settembre, nel pieno di una nuova fase di tensione sui mercati energetici legata alla crisi in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz. Per Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di efficienza energetica negli edifici, è il momento di “tornare a riflettere su ulteriori strategie di risparmio energetico”, a partire da quanto già sperimentato nel 2022.

Da dove arriva il risparmio

La parte più consistente riguarda il residenziale, dove l’ENEA stima un risparmio di circa 0,9 miliardi di metri cubi. Di questi, 0,8 deriverebbero dalla reintroduzione delle misure di contenimento adottate nell’inverno 2022, quando il piano nazionale abbassò di un grado le temperature massime negli edifici, portandole a 19 °C con due gradi di tolleranza, e ridusse di un’ora al giorno e di quindici giorni all’anno il periodo di accensione degli impianti. Solo 0,1 miliardi arriverebbero invece dagli interventi di riqualificazione realizzati con l’Ecobonus e il Bonus Casa.

Nel terziario la stima è di circa 0,3 miliardi di metri cubi, anche qui in larga parte legati alle misure di contenimento, che valgono 0,25 miliardi, mentre gli interventi di efficienza contribuirebbero per 0,06.

La lezione degli ultimi inverni

I numeri raccontano una dinamica già vista. Nel 2023 i consumi di gas del residenziale erano scesi di circa 7 miliardi di metri cubi rispetto al 2021, grazie alle misure di contenimento, a temperature particolarmente miti e agli interventi di efficientamento. Tra il 2024 e il 2025, con la revoca di parte delle limitazioni e il calo dei prezzi del gas, una quota di quei risparmi si è progressivamente ridotta.

È la differenza tra due tipi di risparmio. Quello legato ai comportamenti e alle temperature impostate è rapido e immediato, ma reversibile: basta che cambino le regole o il prezzo dell’energia perché i consumi risalgano. Quello strutturale, che nasce da edifici meglio isolati e da impianti più efficienti, è più lento da costruire ma resta nel tempo, inverno dopo inverno.

Regolare meglio, prima ancora che consumare meno

Tra queste due strade ce n’è una terza, spesso sottovalutata: far funzionare bene gli impianti che già esistono. Una parte importante del risparmio attribuito ai comportamenti si può ottenere senza rinunciare al comfort, semplicemente con una regolazione corretta. Valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione del calore, curve climatiche tarate sull’edificio reale, bilanciamento idraulico dei circuiti consentono di scaldare solo dove e quando serve, evitando ambienti surriscaldati accanto ad altri che restano freddi.

Nel terziario il margine è ancora più ampio. Uffici, scuole, strutture sanitarie e commerciali hanno orari di occupazione definiti e zone con esigenze molto diverse: un sistema di building automation che gestisce setpoint, programmazioni orarie, sensori di presenza e qualità dell’aria può ridurre i consumi in modo stabile, senza affidarsi alla disciplina dei singoli utenti. È un intervento che spesso non richiede di sostituire generatori o terminali, ma di renderne intelligente la gestione.

Le case green restano la strada lunga

La stima ENEA ricorda anche quanto sia ancora limitato, nel breve periodo, il contributo delle riqualificazioni: 0,1 miliardi di metri cubi su 1,2 nel residenziale. Non perché gli interventi non funzionino, ma perché il patrimonio edilizio italiano si rinnova lentamente. La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, la cosiddetta direttiva case green, punta proprio ad accelerare questo processo, spostando il peso dal risparmio d’emergenza a quello permanente.

La strada più solida resta quindi quella che tiene insieme le due cose: interventi sull’involucro e sugli impianti, con il passaggio a generatori ad alta efficienza e pompe di calore, e una regolazione progettata fin dall’inizio per sfruttarli al meglio. Un edificio ben progettato risparmia energia anche quando nessuno chiede di abbassare il termostato.

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